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Majid Modir - Paradiso Doppioesposto

"La mia prima esperienza fotografica fu apparentemente un disastro quando scoprimmo che la camera instamatic, regalatami per il compleanno, era danneggiata da un errore di produzione, il rullino non scorreva più e così tutte le 12 foto che avevo scattato rimasero attaccate l'una all'altra! Avevo 12 anni e già in quel periodo, nonostante il dissenso di tutti, trovavo che le foto scadenti, strane e scure avessero senza dubbio da offrire qualcosa di interessante. Gli esperimenti che derivarono da quell'esperienza involontaria di sovrapposizione sono continuati fino ad oggi e ancora oggi sono affascinato dal segreto immanente che queste immagini nascondono, componendosi di vari strati di informazioni dando vita ad una composizione straordinariamente complessa. Negli anni la tecnologia legata alla sovrapposizione di immagini è stata sviluppata e quel senso di enigmatico persiste."

Nessuna di queste immagini è stata manipolata o tagliata e incollata per essere poi ricomposta, ognuna, altresì, prende vita da due o tre fotografie sovrapposte con cura l'una all'altra. L'idea dietro queste immagini è la ricerca del Paradiso promesso, quella "bellezza" che credo non sia necessariamente lontana da noi o addirittura in un'altra vita ma, semplicemente esiste qui e ora, fuori dalla nostra finestra o dietro l'angolo. Credo che abbiamo solo bisogno di rimanere in ascolto e respirare, chiudere i nostri occhi e dare forma a "strati di impressioni" dentro di noi.

Majid Modir artista, fotografo e graphic designer è nato in Iran nel 1961, si è trasferito in Svezia nel 1986 e recentemente in Italia, a Volterra. Dirige il proprio studio di design e insegna "motion graphic" al College of Design (Beckmans) di Stoccolma. È membro del Swedish Center of Photography e fa parte della giuria dell'European Broadcast Design Award (BDA & Promax). Ha ricevuto vari premi ed onorificenze e ha presentato le sue opere in esposizioni personali e collettive negli ultimi trent'anni, soprattutto nei paesi nordici.

"My first photographic experience was apparently a disaster when we discovered that the instamatic camera, given to me for my birthday, was damaged by a production error, the camera roller was no longer running and so all 12 photos I had taken remained attached to one another. I was 12 years old and already at that time, despite everyone's dissent, I found that shoddy, strange and dark photos undoubtedly had something interesting to offer. The experiments that resulted from that involuntary experience of overlapping continued until to date and still today I am fascinated by the immanent secret that these images hide, composing themselves of various layers of information giving life to an extraordinarily complex composition. Over the years the technology linked to the superimposition of images has been developed and that sense of enigmatic persists. "

None of these images have been manipulated or cut and glued to be reassembled, each one, moreover, comes to life from two or three photographs carefully superimposed on each other. The idea behind these images is the search for the promised Paradise, that "beauty" which I believe is not necessarily far from us or even in another life but simply exists here and now, outside our window or around the corner. I think we just need to listen and breathe, close our eyes and shape "layers of impressions" within us.

Majid Modir artist, photographer and graphic designer was born in Iran in 1961, moved to Sweden in 1986 and recently to Italy, in Volterra. He runs his own design studio and teaches motion graphics at the College of Design (Beckmans) in Stockholm. He is a member of the Swedish Center of Photography and sits on the jury of the European Broadcast Design Award (BDA & Promax). He has received various awards and honors and has presented his works in solo and group exhibitions over the past thirty years, especially in the Nordic countries.

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